Intervista su Io e il mio cane

Staffordshire Bull terrier – Gruppo 3 – Terrier di tipo bull

INTERVISTA AL NOSTRO

Allevamento Staffordshire Bull Terrier Toscana

 su https://www.ioeilmiocane.it/

 

Cogliamo l’occasione per ringraziare lo staff che a suo tempo ci ha contattato.

 

All. Lionhard Staff’s

Staffordshire Bull Terrier.

 

Una razza così nota ed amata tanto da risultare quinta in ordine di diffusione in Inghilterra merita di certo un’attenzione particolare. E noi ci siamo rivolti ad uno degli allevamenti più ferrati nella selezione, che negli anni sta dando davvero ottimi risultati: Allevamento Staffordshire Bull Terrier in Toscana  Lionhard Staff’s!

 

 

QUALE È LA FILOSOFIA DELL’ALLEVAMENTO?

Lionhard staff’s opera nel settore cinofilo per la selezione dello Staffordshire Bull Terrier. Le caratteristiche principali su cui ci concentriamo sono: carattere, salute e morfologia. A tal fine, studiamo costantemente le migliori linee di sangue dedicando particolare attenzione alla compatibilità dei pedigree.

Nel nostro allevamento, infatti, vengono accoppiati soltanto soggetti esenti da malattie ereditarie quali l2hga – Hc (Cataratta ereditaria).

I nostri cuccioli vengono allevati in casa, a stretto contatto con tutti i componenti della famiglia secondo la filosofia del bio sensor per offrire ai futuri padroni dei cani già correttamente iniziati alla socializzazione e dal forte carattere.

 

 

DA QUANTO TEMPO ALLEVA QUESTA RAZZA?

Il progetto dedicato alla selezione dello Staffordshire Bull Terrier, inizia nel 2008, d’allora ci impegniamo costantemente per ottenere risultati sempre migliori, escludendo dalla riproduzione i soggetti non ritenuti idonei per carattere, salute e/o aderenza allo standard della razza.

Ad oggi possediamo una Campionessa estera, un giovane Campione italiano, giovane Campione di san marino e un Campione Internazionale e diversi esemplari prossimi a concludere altri campionati.

 

 

TRA TANTE RAZZE COME MAI HA SCELTO DI ALLEVARE PROPRIO LO STAFFORDSHIRE BULL TERRIER?

La mia esperienza con i cani di tipo bull parte già nel 1994 con gli American Pit Bull Terrier.

Ho iniziato, all’epoca, ad affrontare le prime cucciolate con cani importati dagli Stati Uniti e precisamente dallo stato dell’Arizona (Phoneix). Lo stretto rapporto instaurato con questi cani mi ha fatto amare la tipologia bull e mi ha fatto conoscere poi lo Staffordshire Bull Terrier, una versione più gentile e più compatta dello stesso apt.

 

QUALI SONO LE CARATTERISTICHE SALIENTI DEL STAFFORDSHIRE BULL TERRIER?

Lo Staffordshire Bull Terrier è un cane dalle spiccate doti caratteriali, un compagno insostituibile, versatile nelle diverse attività, racchiude la massima potenza nel minimo spazio. Ed è sicuramente un cane con un’intelligenza fuori dal comune.

 

 

QUAL’È L’AMBIENTE IDEALE PER UN STAFFORDSHIRE BULL TERRIER?

L’ambiente ideale per lo Staffy è sicuramente la casa. In casa, a stretto contatto con la famiglia, si riescono ad apprezzare al meglio le doti da “nanny dog” (cane bambinaia). Non ritengo, infatti, sia un cane adatto a vivere unicamente in giardino, in box o in luoghi esterni. Ha bisogno di vivere a stretto contatto con il suo padrone, che sia in appartamento o in villetta.

 

 

CHE IMPEGNO SI PRENDE CHI ACQUISTA UN STAFFORDSHIRE BULL TERRIER?

L’impegno è lo stesso che si richiede a chiunque acquisti un cane, qualunque sia la razza. Bisogna poter dedicare del tempo al nostro compagno, dalle brevi passeggiate quotidiane alle escursioni fuori porta del weekend. È un cane estremamente energico che non richiede particolati tecniche di addestramento o di educazione, bisogna, però, dedicare particolare attenzione al confronto con i conspecifici.

 

 

COME SI RAPPORTA CON I BAMBINI? E CON GLI ALTRI CANI?

In Inghilterra, tra i pionieri della selezione di svariate razze, lo Staffordshire Bull Terrier si afferma al 5°posto per popolazione. Presente quindi in molte famiglie, è un cane estremamente affidabile che detiene il primato come cane bambinaia (nanny dog), mai mordace nei confronti di adulti e bambini.

Per quanto riguarda il rapporto con gli altri cani, non dobbiamo mai dimenticare che le sue radici affondano nel combattimento, tende, infatti, ad affrontare con coraggio e fierezza i conspecifici dello stesso sesso; motivo per cui bisogna prestare particolare attenzione al parco o nelle varie aree di sgambamento per cani.

 

 

CHE COSA LO RENDE FELICE? USCIRE? FARE AGILITY? ANDARE A CACCIA? …

Credo che la sua felicità sia direttamente proporzionale alla presenza del padrone, ama stare a stretto contatto con le persone, in maniera quasi morbosa, lo definisco uno Stalker di prima categoria.

Ama le passeggiate all’aria aperta, il discdog, l’agility, le prese al manicotto e le gite, che siano al mare, in montagna o al lago.

La razza presenta ottime caratteristiche atletiche e sportive. Il grande e sviluppato istinto predatorio fa si che sia sempre molto attento all’ambiente circostante. È un cacciatore per natura, utilizzato in passato contro i Nocivi nel Ratting oppure nella caccia al tasso.

 

 

QUAL’È L’ETÀ MEDIA DEL STAFFORDSHIRE BULL TERRIER?

E’ una razza molto longeva rispetto ad altre, in base alla mia esperienza, vive in media 14 anni ma può raggiungere traguardi ancora più lunghi se ben alimentato e curato.

 

 

SE LO DOVESSI TENERE IN CASA QUANTO PELO PERDE?

E’ un cane a pelo raso e liscio, pertanto non hanno grosse perdite di pelo consentendo una più semplice gestione nella cura della cute e nella toelettatura.

 

 

E’ UN CANE FACILE DA ADDESTRARE?

Lo ritengo un cane “Medio”, nè troppo facile nè troppo difficile.

C’è da dire che non è “un cane per tutti” come molte altre razze, bisogna essere estremamente coerenti nell’educazione e soprattutto sapere quanto più possibile sulla storia della razza, le sue attitudini e caratteristiche principali. Apprende molto velocemente, considerata la grande intelligenza di cui è dotato, ma allo stesso tempo riesce ad essere testardo come pochi.

Riuscire nella corretta educazione di uno Staffordshire Bull terrier dipende prima di tutto da come opera il padrone nella crescita, da come viene allevato da cucciolo nelle prime socializzazioni e nel confronto con gli altri, ma allo stesso tempo risulta fondamentale il bagaglio genetico che il cane si porta dietro.

 

 

E’ UN CANE DELICATO?

E’ un cane rustico, resiste facilmente alle varie malattie virali, bisogna solo dedicare attenzione all’alimentazione e alla cura del pelo. Questi sono gli unici due aspetti più delicati di un Sbt. Con un buon mangime, di qualità, secco o umido che sia, è facile mantenerlo in buona salute.

Da non dimenticare poi l’attività fisica di cui questi piccoli e muscolosi cani necessitano.

 

HA PROBLEMI PARTICOLARI COME VIAGGIARE O ALTRO?

Sanno essere degli ottimi compagni di viaggio, infatti, se abituati al kennel, non risentono di alcun fastidio anche per lunghe tratte in auto; negli hotel sono educati (sempre se educati con coerenza dal padrone), lo stesso vale per i viaggi in treno sempre muniti, come buon senso e legge stabilisce, di kennel (Trasportino, Guinzaglio e Museruola a seguito)

 

 

SOFFRE DI SOLITUDINE?

Come già anticipato, il rapporto con il padrone e la sua famiglia è fondamentale, ciò nonostante, ben abituato e con la giusta quantità di passeggiate, diventa un cane facilmente gestibile.

Fondamentale è, però, abituarlo sin da cucciolo a rimanere nei propri spazi, avvalendoci di specifiche attrezzature quali recinti, kennel, cucce o spazi intimi dove si possa sentire sicuro.

 

 

 

QUAL’È L’AMBIENTE IDEALE IN CUI CALARE UN STAFFORDSHIRE BULL TERRIER?

L’ambiente ideale resta sicuramente la famiglia. Credo sia il cane che meglio rappresenti il rapporto ad “alto contatto”.

 

 

A CHI LO SCONSIGLIA?

Lo sconsiglio a chi ha poco tempo da dedicare al cane come per qualsiasi altra razza, a chi non ha piacere a condividere la propria casa con il proprio cane. A Chiunque pensa di lasciarlo da solo tutto il giorno in un giardino o peggio ancora in un campo o in un box.

 

 

SI PARLA SEMPRE DEL CANE, MA È ANCHE VERO CHE SPESSO IL PADRONE FA LA DIFFERENZA. PERTANTO LE CHIEDO: CHI È IL PADRONE IDEALE DEL STAFFORDSHIRE BULL TERRIER?

Il padrone ideale è una persona che sa stabilire una simbiosi affettiva, basata sul rispetto e la coerenza.

Una persona che ama uscire all’aria aperta per godersi quello che la natura ci offre. Ma, una persona che ama il divano, può andar bene lo stesso!

 

Tengo a precisare però che un eccesso di attività fisica o, al contrario, di pigrizia, equivale a maltrattare uno Staffordshire Bull Terrier; come sempre, il giusto equilibrio tra le due alternative è la strada migliore per godersi questi cani e le loro doti eccezionali!

 

 

tratto da intervista su:

https://www.ioeilmiocane.it/tutto-sui-cani/Lo-Staffordshire-Bull-Terrier-it-68

Articolo sulla rivista “Pianeta a 4 Zampe”

 

STAFFORDSHIRE BULL TERRIER ARMONIA DI YIN & YANG:

Un cane forte e tenace. Con un cuore che unisce gli aspetti più affascinanti degli antichi Terrier e Bull.

“Un piccolo grande cane, piccolo per le sue dimensioni, grande per il suo carattere”.

Con queste parole descrive lo Staffordshire Bull Terrier uno dei nostri intervistati, Fiorella Meina, dell’allevamento Mein Staffi.

Per comprendere meglio cosa intenda, ci sono utilissime le parole di un altro esperto, Alberto d’Atri, titolare dell’allevamento Lionhard Staff’s.

È. lui a parlarci di Yin e di Yang, mutuando queste due parole dal mondo della ricerca interiore per spiegarci come lo Staffordshire Bull Terrier esprima un affascinante equilibrio tra le caratteristiche dei suoi antichi progenitori, il Terrier ed il Bull di un tempo.

Grazie alla conversazione con i nostri due esperti, tracceremo per voi un ritratto di questa razza canina, celebre per la prestanza fisica e la tenacia.

La preziosa eredità delle famiglie Terrier e Bull

Come avere due cognomi importanti sulle spalle: è così che probabilmente lo Staffordshire Bull Terrier si sente. E ne ha tutte le ragioni, rappresentando il discendente del grande cacciatore che, un tempo, il Terrier è stato e l’audace combattente che, in tempi lontani, era il Bull.

“Nella morfologia, sicuramente, la cosa che si può apprezzare di più dello Staffordshire Bull Terrier è l’equilibrio.

Essendo un Terrier di tipo Bull, dovrebbe avere un 50% dell’uno e un 50% dell’altro, un’armonia

tra questi aspetti, che sono come lo yin e lo yang, come il bianco e il nero”, sottolinea Alberto d’Atri. E aggiunge: “E’” un cane che viene da razze che erano completamente diverse e sono state unite.

Sempre aderendo allo standard, personalmente cerco l’equilibrio tra questi due aspetti.

E’ un cane muscoloso, abbastanza atletico.

Nonostante la taglia fisica contenuta loro esprimono da subito una grande forza, una grande prestanza.

Ricorda a volte i Molossoidi, come tipologia di cane: testa squadrata, torace ampio, si mantiene abbastanza “roccioso” nell’aspetto.

Se vi state chiedendo cosa sia rimasto, nello specifico, del Terrier e del Bull. il titolare di Lionhard Staff’s precisa che sono caratteristiche non più esistenti nella modalità in cui si esprimevano un tempo.

“Gli antichi Terrier erano cani da caccia con un istinto predatorio molto alto, di sostanza cani molto astuti, allo Staffordshire Bull Terrrier è rimasto questo istinto predatorio, che viene dai parenti Terrier e che dà tenacia, carattere”, spiega Alberto.

E con riferimento all’altro progenitore, afferma: “Il cane di tipo Bull era invece più legato all’aspetto umano, si distingueva per la sua attitudine verso la persone, per la sua grande forza fisica, soprattutto nel morso.

Ecco perché sono stati selezionati e venivano utilizzati soprattutto per i combattimenti, discipline molto popolari nel corso dell’Ottocento e poi, fortunatamente, banditi.

Anche se i combattimenti non si fanno più, è rimasto però questo cane abbastanza “rustico”.

Aggressività nello Staffordshire Bull Terrier di oggi.

Naturale chiedersi se oggi, questo pronipote del Terrier e del Bull di un tempo, possa rivelarsi capace di attaccare.

“Rimane un cane da caccia, quindi se vuole e in grado di difendersi’, afferma Fiorella Meina.

E spiega: “Per l’esperienza che io ho, non hanno la tendenza ad attaccare per primi un altro cane: al comando del padrone si bloccano e non aggrediscono il cane che hanno davanti.

Logicamente, se vengono provocati, sanno rispondere”.

Domandando a Fiorella se questo accada spesso, ci viene spiegato che il problema nasce, soprattutto, per il fatto che esiste il luogo comune di attribuire il carattere “buono” ad alcune razze che invece non soro prive di aggressività.

“Purtroppo” spiega “ci sono persone che lasciano liberi i cani come Labrador o Pastori Tedeschi.

Dal mio punto di vista la loro bontà non può essere invece data per scontata: sono cani che possono attaccare e si dovrebbe fare più attenzione”.

Staffordshire Bull Terrier, vita domestica e solitudine

Se sappiamo già che per vari motivi trascorreremo del tempo fuori casa senza portare con noi il nostro Staffordshire Bull Terrier, è necessario abituarlo fin da piccolo alla possibilità di stare da solo per qualche ora.

E’ quello che ci spiega Alberto d’Atri, quando gli domandiamo se questo cane possa soffrire la solitudine.

“Sono cani molto gestibili, vanno abituati fin da piccoli, se si sa che dovranno stare soli.

Però rispetto ad altre razze io li considero più versatili.

E’ un animale sicuramente pieno di energia, ma anche capace di stare tranquillo a casa”,

Spiega e aggiunge: lo posso consigliare a chi manca qualche ora da casa.

Si tratta di organizzare i propri spazi.

Tuttavia come tutti i cani, non può rimanere solo per tutta la giornata in appartamento: sono cani che comunque vanno seguiti, cercano molto il contatto con la persona”.

Ma come si comporta un cucciolo di Staffordshire Bull Terrier, in casa?

Secondo Fiorella, proveranno sempre a “fare quello che vogliono”.

In altre parole, esprimere la loro curiosità, andando a esplorare fino a dove noi gliela consentiamo. “Va trattato bene, ma bisogna dare delle regole”, spiega Fiorella. E, secondo lei, lo stesso buon senso va utilizzato con i bambini. lo Staffordshire Bull Terrier si può tenere anche in appartamento senza problemi, con i bimbi è meraviglioso, ma deve essere insegnato loro a vederlo come un compagno di giochi, non come un giocattolo”.

Tuttavia. precisa: “Non ho mai visto uno di questi cani rivoltarsi contro un bambino, anzi: ci sono casi in cui insegnano a camminare ai bambini”. In sintonia con Fiorella, su questo aspetto, è anche Alberto. “In Inghilterra è noto come “nanny dog”, cane bambinaia ed è la quinta razza come diffusione”, spiega.

E, tornando sul rapporto tra curiosità dello Staffordshire Bull Terrier e vita domestica, consiglia:

“Se li si lascia completamente liberi, i cuccioli, con la loro curiosità, possono anche arrivare a farsi male o anche creare dei danni alle nostre cose in appartamento.

Per ovviare a questo problema, possono essere utilizzati dei recinti quando sono cuccioli, in modo tale che non prendano “cattive abitudini”.

Staffordshire Bull Terrier, salute e consigli

Per quanto riguarda la salute, quella dello Staffordshire Bull Terrier è tendenzialmente molto buona. Può soffrire di alcune patologie genetiche, ma sono tutte molto rare e facilmente individuabili.

La principale è L2hga, una malattia del sistema nervoso centrale che può comportare crisi epilettiche, tremori e comportamento alterato.

Fortunatamente, come ci spiega Alberto d’Atri, per diagnosticarla (o escluderla) esistono test efficaci e dal costo non elevato.

Per quanto riguarda il loro benessere, andrebbero portati spesso all’aria aperta, magari a praticare l’agility dog e la corsa.

Chiudiamo con i consigli di Alberto d’Atri per chi intenda adottare uno di questi cuccioli, incentrati soprattutto sul dovere, per il futuro proprietario, di informarsi bene su questa razza.

“Nei geni c’è pur sempre qualcosa del combattente di una volta, bisogna tenere presente questo, farsi seguire da degli esperti.

Il cane va socializzato, gli allevatori dovrebbero impegnarsi molto nel momento dell’imprinting, il cucciolo dovrebbe già avere contatti con altri cani, avere contatti con bambini”, spiega.

Non è però finita qui, è necessario che la famiglia che lo accoglie continui il percorso. “Proseguire la socializzazione con cani equilibrati, che costantemente insegneranno al cucciolo.

Per contro, bisogna fare attenzione a che non abbia esperienze negative con cani poco equilibrati, subire l’esperienza di un morso potrebbe attivare l’aggressività”.

Fonte: Articolo a cura di : Sara Chessa – (Giornalista)

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